BREVE BIOGRAFIA

Nata a Parigi, V.M. compie studi classici e successivamente “architettura d’interno” all’Ecole Camondo. Nello stesso tempo s’interessa alla scultura, e segue corsi serali di  "modelage” in un atelier di Montmartre e sedute di disegno dal vivo all’ Académie des Beaux Arts.

Nel 1967 vince il concorso “Soffitti contemporanei in basso rilievo"  la cui realizzazione viene esposta al Grand Palais di Parigi .

Trasferitasi in Italia nel 1967, apre il suo primo vero atelier di scultura.

Fino al 1978, pur prediligendo già il legno, realizza anche sculture in pietra, marmo, granito. Evolvendo poi verso strutture mobili ed articolate, il legno, rivelatosi più idoneo, diventa  l'unico materiale che lavora, insieme al bronzo in cui vengono fusi i bozzetti preliminari alle opere lignee.

Il loro processo di crescita da uno stadio primitivo compatto fino allo sviluppo desiderato, viene ultimamente illustrato in immagini digitali che dimostrano il “vivere insieme” dei suddetti gruppi lignei. Tali immagini vengono stampate con inchiostri pigmentati su carta d’arte o tela.

Per informazioni:

indirizzo

via Aurelia  16

17028 - Bergeggi  (SV)  Italia

e mail: vero.massenet@gmail.com

Un video

come primo approccio

 

 

PRESENTAZIONE 

Sono una scultrice che nel tempo ha scelto il legno. La sua materia viva, conservando nei suoi anelli le tracce del passato, si prestava idealmente per inscenarvi un seguito in maniera più universale.

Nel nostro ambiente sempre più artificiale, di plastica, d’acciaio e di vetro, le mie opere parlano di natura e di vita.

Guardate questi elementi che si formano stretti nel tronco già accomunati da un accordo di ritmo; e poi guardate l’evoluzione delle loro relazioni per espandersi nello spazio, mantenendo i loro legami e seguendo un loro desiderio di maggiori soddisfazioni .

E’ un modo di vivere!

Questi elementi hanno perso ogni sembianza umana ma, come noi, sognano di crescita e di armonia.

Conservano per altro nei loro gesti e comportamenti, i nostri propri segni di affettività.

La scultura in mostra, risultato finale di un processo evolutivo, rivela soltanto l’ultima tappa del suo vissuto. Manca allo spettatore il ricordo dello stato compatto di origine per percepire la tensione del gruppo verso l’espansione.

Ho dunque sentito il bisogno di ricreare con fotografie, disegni ed elaborazioni varie questo percorso di vita, vita sociale più che biologica o fisica, mettendo cosi in evidenza i cambiamenti delle relazioni tra le parti che per me è l’essenziale.

Queste composizioni digitali evocano il lato fiabesco dell’avventura, dalla nascita del gruppo sino alla fine della sua evoluzione.

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