254- fare meglio... sino a bruciare la scultura


Formazione delle parti e separazione... poi essicamento

Ho voluto riprendere il tema della scultura precedente: (n° 253,per vederla seguire il link)

Cercavo di arrivare però a una migliore continuità nella giunta delle braccia, proprio a livello della chiave di volta che racchiude lo spazio interiore.

Questa volta, ho preso una rondella di legno di diametro superiore (55-60 cm.) e molto più pesante!! pino marittimo invece dell'abete

Il legno, un albero malato, abbattuto nel giardino dei miei vicini, presenta purtroppo delle macchie che spero ancora vedere attenuarsi con l'essiccazione e la levigatura.

Alcuni mesi dopo, lavoro alla coesione del gruppo che si stabilizza e finalmente arrivo all'assemblaggio delle due braccia, in cima alla volta, che sembrano colare l'uno dentro l'altro come l'avevo sognato!

Vedete qua la scultura ancora grezza e proseguo il lavoro con spazzole di ferro per accentuare il rilievo delle venature sempre sperando di vedere scomparire queste macchie che ne alterano il morbido ritmo. Do anche una mano di impregnante; in vano ... mi disturbano sempre di più!

... Ho finito col bruciare la scultura col cannello nell'intento di accentuare ancor più le venature. Il pino si presta male al trattamento col fuoco. Nel cuore, molto esteso, la resina usciva bollendo e si incendiava violentemente però il legno sottostante rimaneva intatto e appiccicoso dopo ripetuti spegnimenti delle fiamme...

Non ho rimpianto le difficoltà e le inquietudine nel corso del lavoro perché finalmente si vedeva solo il flusso ondoso delle venature

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