264-Una spirale di vita

Mi chiedo perché l'azione sia l'insostituibile vettore di senso nelle mie sculture. Ci riveliamo noi solo quando agiamo? e come agiamo?

Mentre cerco questa nuova idea, nessuna forma statica mi si presenta alla mente, è sempre un movimento che immagino ... Anche la mia "ruminazione interiore" è piena di progetti da realizzare, da dire o da organizzare, con o per altri ...

Quando verrà la concentrazione immobile della meditazione? la fine dell'agitazione ... nirvana ... probabilmente anche ... la fine delle mie sculture! Nel mio blocco vorrei che gli elementi (ho optato per 3) si dispiegassero per sollevarsi come un serpente. 3 elementi in scaletta, uno grande, uno medio, uno piccolo, uomo- donna- bambino, come nella storia dei 3 orsetti che leggevo, da bambina. Nuovo ricorso a forme matematiche, per il loro rigore, non mi piace il molle e preferisco armare le forme su una ossatura. Perché racchiudere tutti nel cilindro del tronco? per simboleggiare i limiti. Viviamo in un mondo finito. E nel cerchio del tronco ... iscrivere un quadrato. Perché? perché prima di tutto ci vogliono delle regole e gli elementi si modelleranno rispettando i limiti, piegandosi alle regole e destreggiandosi a secondo dei livelli tra cerchi e quadrati.

La libertà di agire viene dopo, come per noi stessi, individui presi fin dalle origine in relazioni che ci impongono di destreggiarci tra diritti e doveri, queste forme diventano libere di agire solo dopo aver rispettato questi passaggi dal cerchio al quadrato, dal quadrato al cerchio, nella loro formazione a spirale.

Un ricordo inconscio dell'Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, questo bisogno di dare forma a questi elementi-personaggi iscrivendoli in cerchi e quadrati?

ed ecco la video che ne fa vedere la trasformazione:

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