266- un soffio interiore


Una voglia d’aria... Voglio allargare i passaggi tra le parti. La corrente deve circolare, voglio vento, vuoto, abbracciare il vuoto in un vortice.

Prima rimuovevo poca materia, a malapena lo stretto necessario per separare gli elementi, fedele al principio che la natura ha "orrore del vuoto"...

Pero ora la fisica moderna ci insegna che la materia rappresenta solo una piccola parte dell'universo e che il vuoto non è più vuoto ma abitato da campi elettrici, magnetici e gravitazionali.

Ho quindi voglia di limitare i contatti tra gli elementi per dare importanza al vuoto, un vuoto vibrante dalle forze in gioco per stabilizzare le relazioni: attrazione, gravità, tensioni positive e negative dei sostegni e supporti... dare anche un'illusione di gravitazione...

cedro del libano Ø 17 x h 35. cm.

Immagino questi elementi spinti e deformati da un soffio interiore che li curva al passaggio. Questa destabilizzazione li renderà individualmente sprovvisti. Nessun elemento sarà più in grado di reggersi da solo … Dovranno quindi pensarsi come una collettività per potersi allargare aggrappandosi gli uni agli altri.

Ho trascorso ore, sì... per creare tra loro i sostegni necessari!

Alcuni mi dicono: - Che pazienza! - Errore, la pazienza è necessaria quando si aspetta, ma non aspetto! Mi concentro per organizzare, prevedere, correggere...

Si dice di un bambino che ha pazienza quando passa tempo in avventure immaginarie?- No!

Non so più chi ha scritto che un artista è una persona che non ha mai smesso di giocare per capire la realtà...

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